Robin Williams, la sua vita come un film.

Oggi è stata confermata la morte di Robin Williams per suicidio.

Robin ci ha lasciati l’11 agosto scorso, si è tolto la vita con una cinta al collo. Ancora, quando ci penso, stento a credere che non ci sia più. Forse, come molte altre persone che seguivano la sua carriera (ma anche come -immagino- i suoi familiari più stretti) non avrei mai pensato che dentro di lui ci fosse un dolore tanto grande da impedirgli di vedere la bellezza della vita, nonostante tutto. Aveva la capacità rara di nascondere dietro a una facciata impenetrabile quelli che erano i suoi reali pensieri. Però sono arrivata alla conclusione, dopo molte riflessioni, che il mio rispetto per Robin Williams è diventato ancora più profondo per questa sua scelta definitiva. Per lui sarebbe stato peggio, forse, continuare a vivere portandosi dentro una sofferenza irreversibile, non penso che la sua mente avrebbe resistito. Forse sarebbe impazzito e forse, da parte sua, questo è stato l’ultimo gesto di “generosità”. Almeno, mi piace credere (e rende più “facile” accettare la realtà) che abbia consapevolmente fatto una scelta tanto dura pensando ai suoi familiari e considerando che no, non è possibile interagire e stare accanto a una persona che semplicemente non vuole vivere.

Io ho sempre pensato che non si può vivere per fare un favore agli altri. Nella vita bisogna crederci, bisogna avere l’energia e la forza per affrontare ogni singolo giorno su questo pianeta. Perché non è affatto vero che è semplice. Per alcuni di noi può essere un impegno enorme e bisogna proprio amarla al cento per cento questa vita. Per chi è più fragile, sensibile, emotivo, empatico l’esistenza può far male.

Possono sembrare parole dure, ma secondo me sono tutte vere. Non me la sento di criticare Robin o chi come lui ha scelto di andarsene. Non posso farlo. Di certo è stata una decisione atroce e mi rifiuto di credere che l’abbia fatto in un momento di follia. Non era un pazzo, era un uomo pieno di tristezza e forse portava dentro di sé da anni un dolore immenso, che fatichiamo anche a comprendere. E per questo non ci sono ragioni, può dipendere da tutto, dall’infanzia, dalle esperienze della vita, da ogni cosa. Chi può saperlo davvero, in effetti? Si possono solo fare illazioni. La nostra mente è un universo, ma di una cosa possiamo essere certi: è come una lente attraverso la quale interpretiamo il mondo, e ogni interpretazione di ogni essere umano è diversa e diversamente complessa. Non esistono spiegazioni, meno che mai scientifiche. Rassegniamoci.

Ribadisco, rispetto chi si toglie la vita. E’ un rispetto silenzioso il mio, non sbandiero nulla, non dico che sono d’accordo o che sono contraria. Semplicemente, rispetto questa scelta. Anche se mi si spezza il cuore al solo pensiero, e se soffro io immagino quanto stiano male, malissimo i familiari. Ma è così, non posso fare altro. L’impotenza totale mi spinge al silente rispetto.

Nessuno è colpevole o innocente, in queste situazioni. Non ci devono essere accuse e processi. Semplicemente, bisogna prendere atto che certe cose sono e saranno sempre più grandi di noi.

Mi sembra bello ricordare Robin anche con questo bellissimo video realizzato dal Corriere Della Sera, intitolato -giustamente- “la sua vita come un film”. Capirete perché guardandolo.

E’ solo un piccolo omaggio, ma sicuramente lo gradirebbe molto.

>>> http://video.corriere.it/video-embed/daba65f0-22ca-11e4-9eb4-50fb62fb3913

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Robin Williams (1951-2014)