Tutte le apps da avere se si ama il cinema (poche, ma buone!)

IMDB

Perché non usare i nostri smartphone anche per coltivare gli interessi che abbiamo e accrescere le nostre conoscenze? Io da quando sono entrata nel mondo “smart” (che non a caso significa “brillante, acuto”) cerco di sfruttare queste nuove frontiere anche per imparare qualcosa. E, vi assicuro, la necessità di sapere non è mai abbastanza.

La mia gioia, mista a stupore, ha toccato l’apice quando ho scoperto il cinema nelle apps. È vero, ancora sono poche quelle dedicate alla settima arte…ma comunque meritano, eccome. Tutte gratuite, tranne una (e capirete perché).

Le FONDAMENTALI.

1. IMDb Film & Tv

IMDb (acronimo di Internet Movie Database) è un sito web interamente dedicato al cinema, il portale cinematografico di Amazon.com che gestisce tutte le informazioni legate ai film, alle serie tv, ai videogiochi e a chi crea tutto questo. L’applicazione del suddetto sito, realizzata sia per smartphone che per tablet, è a mio parere anche meglio del sito stesso, con l’unica pecca della mancanza della lingua italiana, un problema tutto sommato relativo, secondo me. Per il resto, è davvero ottima: collegandosi al proprio account Facebook, Google o Amazon è possibile creare una propria lista desideri (“whishlist”) spuntando dall’elenco dei film tutti quelli che si desidera vedere. Inoltre appena si lancia l’app si trovano in evidenza i principali trailer (disponibili anche in HD) e le informazioni sui film più recenti o addirittura ancora in fase di post produzione. Sono anche disponibili moltissime foto dai set o dalle premiazioni in qualità 1280×720. In occasione degli Academy Awards 2015 è stata riservata una sezione dell’app dedicata ai premi principali del cinema (dagli Independent Spirit Awards ai Golden Globes) con un riepilogo dei vincitori, dei candidati e con uno splendido archivio fotografico. Imdb è molto ben costruita, soprattutto a livello grafico, e risulta più godibile nella visualizzazione in tablet da 7″ in su. La consiglio come app primaria per le informazioni, fondamentale per chi ad esempio gestisce blog o fan page dedicati al cinema. Di norma, le notizie su Imdb sono da ritenersi ufficiali perché inserite dalle produzioni stesse dei film. Quindi, è in sostanza quello che è l’ANSA per il giornalismo: necessaria.

2. Coming Soon Cinema

È l’app omonima del canale tv Coming Soon Television, purtroppo cancellato definitivamente nel marzo dell’anno scorso (sarò stata una dei pochissimi a seguirlo spesso). È, a parer mio, la migliore app di cinema interamente italiana: ricalca le orme di Imdb, perché come quest’ultima ha un archivio pazzesco, e propone moltissimi contenuti: trailer, trame dettagliatissime dei film in programmazione e in arrivo, tante fotografie, biografie complete di attori e registi. In più rispetto a Imdb offre anche la programmazione completa di tutti i cinema della zona in cui viviamo, con tutti gli orari e il rilevamento satellitare della sala cinematografica con Google Maps. Una delle nuove e più carine funzioni dell’app è “Your Mood”: si trova nel pannello laterale sulla sinistra, ed è una sezione che suggerisce un film tra quelli in programmazione vicino alla propria casa in base alle persone con cui si è deciso di andare al cinema e allo stato d’animo. È inoltre presente una ricca sezione “Notizie”, che contiene tutti gli aggiornamenti sui film e sugli attori e anche “Under 12”, che permette di avere un elenco già filtrato con tutti i film nelle sale dedicati ai più piccoli. Per i seguaci dei “trend”, c’è anche la sezione “Box Office” con le pellicole ancora in proiezione che sbancano i botteghini. Consiglio questa applicazione davvero a tutti, perché oltre all’interfaccia intuitiva, consente di informarsi a 360 gradi.

3. MyMovies Pro (questa è quella a pagamento: ben 6,99 €!)

Necessaria se non fondamentale per chi possiede una vasta collezione di DVD o BluRay, MyMovies Pro è ottima per la classificazione: avendo un archivio quasi infinito, permette di catalogare tutti i film che si possiedono secondo alcuni parametri come il genere di film, o il gradimento. È anche possibile, dettaglio utilissimo per gli smemorati, specificare dove si trova esattamente ogni film della nostra collezione, e quindi anche se è stato prestato.

La versione gratuita di quest’app è inutile, perché permette di catalogare solo una cinquantina di film. Quindi consiglio di puntare subito alla versione PRO. Personalmente, ce l’ho e la uso da anni. È molto ben fatta e finalmente non devo impazzire quando mi capita di cercare un film nella mia infinita collezione domestica di dvd.

Tutte le ALTRE.

CineTrailer Cinema, creata dalla Web Agency Ddm.it con sede a Milano, è l’app dell’ominimo sito web (www.cinetrailer.it). È sicuramente ben fatta, e risulta godibile soprattutto perché propone (oltre alla programmazione completa delle sale cinematografiche vicino a casa) anche una ottima sezione di trailer in full HD e schede dettagliate sui film. Purtroppo, e lo dico con rammarico, non è completa al 100%: mancano le biografie degli attori e registi, e soprattutto la ricerca negli archivi è molto lacunosa. Non si trovano alcuni film “storici”, e inspiegabilmente alle volte è impossibile fare una tranquilla ricerca dalla barra predisposta. Ciò detto, resta comunque un’alternativa (apprezzata da molti utenti) a Coming Soon Cinema, essendo anch’essa tutta in italiano.

Movie Showtime

Nonostante la grafica accattivante, più apprezzabile su Windows Phone, Movie Showtime è ancora un’app molto acerba. In pratica, la sua caratteristica principale è quella di proporre la programmazione completa dei cinema nella città dell’utente. Il resto (trame, schede sui film, ecc.) risulta un po’ sgangherato, ma le intenzioni sono sicuramente buone ed è possibile che in futuro migliori.

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Riflessione sui bravi attori.

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Dead Man Walking (1995)

Il regista ed esperto di cinema Marcus Geduld ha scritto l’articolo “Da cosa si riconosce un bravo attore?”. Mi è piaciuto. Le riflessioni che contiene possono essere opinabili, ma sono molto lucide e suffragate da esempi concreti. In questo articolo cercherò di seguire un po’ la stessa linea di pensiero e di stesura.

Non esistono criteri oggettivi per stabilire se un attore è bravo o meno, dice Geduld. È sempre e solo questione di gusti personali, tutto dipende dalla nostra sensibilità e (aggiungo io) anche dal nostro “background” cinematografico, ovvero dai film che abbiamo visto nel corso di tutta la nostra esistenza, quei film che ci hanno “formati”.

Partendo dunque da questo presupposto, Geduld elenca cinque punti base per definire un bravo attore:

1) Deve provare quello che prova il personaggio.

2) Deve saper sorprendere.

3) Deve essere vulnerabile.

4) Deve saper ascoltare.

5) Deve sapersi “suonare” come se fosse uno strumento.

In merito al primo punto, è indubbio che se un attore non crede in quello che fa non potrà convincere nessuno, nemmeno sé stesso. Geduld cita come esempio negativo Keanu Reeves, che a suo avviso non riesce ad essere mai “dentro” un personaggio. Geduld sostiene che è spesso facile confondere l’attore col film in cui recita, ergo Keanu Reeves è un bravo attore perché ha recitato in “Matrix” o nel “Dracula” di Coppola. A me invece viene in mente Monica Bellucci. Al contrario di Geduld,mi chiedo: un film può essere considerato un capolavoro se i protagonisti non danno prova di grandi qualità attoriali? Per il regista la risposta è sicura, per me la domanda resta aperta.

Anche la sorpresa, come l’emotività, è un elemento che l’attore più dotato deve saper tirar fuori. Esempio perfetto: Robin Williams. Lui sapeva sorprendere in tutti i suoi ruoli, e soprattutto nel capolavoro di Gilliam “La leggenda del Re Pescatore”. Mi stupisce che Geduld nel suo articolo non lo citi neanche una volta. Son citati invece Glenn Close, Jack Nicholson, Al Pacino, Gary Oldman come esempi di attori che sanno sorprendere perché da un momento all’altro potrebbero agire in un modo (spaventoso) che non puoi prevedere. A questa lista aggiungerei anche Gloria Swanson ( in “Viale del tramonto), Javier Bardem (in “Non è un paese per vecchi”), Robert De Niro (in “Cape Fear”), Christian Bale (in “American Psycho”), Daniel Day Lewis (in “Gangs of New York” e “Il petroliere”).

Un bravo attore deve saper essere vulnerabile. Io sono rimasta molto colpita -recentemente- dall’interpretazione di Shelley Winters in “La morte corre sul fiume” di Charles Laughton. Una donna che dimentica i propri figli, che arriva a umiliarsi fisicamente e psicologicamente, che cede al fanatismo religioso e rinuncia alla sua personalità solo per sentirsi degna dell’uomo (gravemente disturbato) che l’ha sposata. E cito ancora ancora una volta Robin Williams, attore che ha saputo mostrare senza vergogna la sua vulnerabilità. Penso in particolare a un suo film non molto conosciuto ma che andrebbe rivalutato: “The final cut”, uscito nel 2004. C’è una scena in cui il protagonista (Williams) viene picchiato dalla ragazza che ama (Mira Sorvino) e lui piange dal dolore per averla ferita a tal punto. È rarissimo vedere in un film una donna che picchia un uomo, soprattutto un uomo con l’aria bonaria di Robin Williams. Ecco, quella scena e soprattutto le lacrime di lui mi hanno fatto capire quanto ad alcuni attori venga spontaneo comunicare una profonda vulnerabilità.

Un aspetto sul quale forse non avevo mai davvero riflettuto era la capacità di saper ascoltare. In realtà, mi piace osservare le facce dell’attore che in un determinato momento non è al centro dell’attenzione, per capire se effettivamente è “dentro” la scena. E non tutti comunicano un senso di coinvolgimento, nemmeno nei dialoghi di coppia, ma altri sono invece ascoltatori nati. Un esempio che mi viene in mente è Susan Sarandon. In vari film ho apprezzato la sua aria materna e rassicurante, che ispira comprensione. In questa intensa scena di “Dead man walking” Susan comunica molto anche quando non dice assolutamente nulla.

L’ultimo punto mi ha fatto un po’ sorridere. In effetti, il corpo di un attore è IL suo strumento, come lo è il violino per un violinista o la voce per un cantante. Se un attore non sa comunicare anche attraverso il proprio corpo rimane un artista “a metà”. Di norma, i grandi attori sanno anche usare bene il loro corpo. E anche io come Geduld non mi riferisco soltanto alle scene di sesso, o a chi si denuda perché il copione lo richiede, o a chi perde o acquista peso. Mi riferisco anche, soprattutto, all’attore che sa comunicare attraverso semplici gesti o espressioni facciali. In pratica, parlo della comunicazione non verbale. Questo discorso si riallaccia ovviamente con ciò che scrivevo prima, sulle reazioni che un bravo attore sa far trasparire anche quando non parla. Geduld cita come grande comunicatore su tutti i livelli James Gandolfini. A me invece viene in mente l’attrice Octavia Spencer, premio Oscar 2012 per “The Help”. Anche lei -come Gandolfini- non è bella e non è armoniosa. Eppure quando recita sa trasmettere una carica emotiva e fisica notevole. Basta guardarla in questa clip da “The Help”.

Un altro attore che sa sicuramente “suonare” alla grande il proprio corpo è Jim Carrey, e questa scena da “Yes man” lo dimostra.

A conclusione del suo interessante articolo, Marcus Geduld fa una breve riflessione su alcuni attori (lui cita Tom Cruise), che spesso vengono disprezzati per la loro vita privata perché non abbastanza bravi in senso artistico da farla dimenticare.

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Mephisto (1984)

Non so se sia un bene dimenticare quanto un attore possa essere umanamente squallido a favore della sua grande bravura artistica, ma questo fa capire quanto sia potente il mezzo della recitazione se lo si sa usare. Basti pensare al teatrante Hendrik Hoefgen interpretato da Klaus Maria Brandauer in “Mephisto”. Un essere spregevole e ignobile, senza alcun valore o ideale all’infuori del proprio bene. Ma, innegabilmente, un eccellente interprete.

La mia passione più grande.

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Notorius (1946)

Il cinema.

Se potessi vivere solo pensandoci e parlandone sarei forse la persona più felice al mondo. Però, ammetto che anche il fatto di considerare il cinema come “valvola di sfogo”, come una sorta di fuga dalla quotidianità e dalla realtà, mi permette di goderne di più.

Ovviamente, non sono solo un’appassionata di cinema perché, in effetti, chi ama il cinema non può essere insensibile di fronte alla pittura, alla fotografia, alla letteratura. Sono tutte arti che partecipano al linguaggio cinematografico.

In più, io amo molto anche la scrittura. È per questo amore che ho -finalmente!- deciso di aprire il blog. Unire scrittura e cinema mi sembra il miglior modo per esprimere due grandi passioni, nella più totale libertà.

Ho scelto di chiamare questo spazio “Cinematic” perché è un blog correlato al cinema che tratterà di cinema, però nel senso più vasto possibile. Insomma, non pubblicherò solo recensioni di film ma andrò oltre, in quella che spero sarà un’analisi un po’ più profonda della cosiddetta “settima arte”. E non escludo che potranno esserci mie riflessioni su temi apparentemente lontani (ma solo apparentemente!) dal mondo del cinema.

Il sottotitolo del blog, “food and movies”, che forse non sono la prima usare, l’ho scelto perché rappresenta un po’ l’essenza della vita di una persona che ha una passione vera. “Cibo e…”, mi basta solo questo per vivere.

Più o meno penso di aver detto tutto.

Aggiungo giusto una breve presentazione personale: mi chiamo Alice, ho 26 anni, mi sto specializzando in Lingue e Letterature Moderne Europee e Americane, ho un passato da giornalista in piccole esperienze editoriali di provincia e dal 2010 sono pubblicista nell’ordine dei giornalisti.

Adesso ho veramente detto tutto.

Buona lettura e…bring the cinema with you!